RIPRENDERE LA VIA DEL CUORE

RIPRENDERE LA VIA DEL CUORE

23 gennaio 2022

Cari amici dell'ADMA,

innanzitutto auguriamo a tutti un sereno 2022 e affidiamo all'Ausiliatrice questo nuovo anno, nella speranza che Lei ci aiuti a viverlo sempre nella luce e nella gioia che la nascita di Gesù ha messo nel nostro cuore.

Abbiamo appena concluso il tempo di Natale, Dio si è fatto uomo e si è manifestato al mondo. Questo annuncio ha cambiato per sempre la storia dell'umanità e soprattutto cambia il nostro oggi: ci chiede di convertirci ogni giorno e ogni giorno essere testimoni del Vangelo, glorificando il Signore in ogni tempo ed ogni circostanza!

Come? Con quali atteggiamenti?

Gennaio è un mese molto speciale per tutta la Famiglia Salesiana innanzitutto perché riceviamo in dono la strenna del Rettor Maggiore, che orienta il nostro cammino e poi perché possiamo celebrare alcune feste e così riscoprire e ravvivare il nostro essere figli di Don Bosco e dell'Ausiliatrice: il 24 gennaio la festa di San Francesco di Sales, di cui celebriamo i 400 anni dalla morte e poi il 31 gennaio la festa del nostro padre San Giovanni Bosco.

E’ proprio la bellissima strenna del Rettor Maggiore "Fate tutto per amore, nulla per forza" che ci indica il “come” e ci propone i giusti “atteggiamenti”. La strenna mette al centro e rilegge la spiritualità di San Francesco di Sales, che è "sorgente dello spirito di Don Bosco" ed invita tutti noi della Famiglia Salesiana ad impegnarci su un punto essenziale per il nostro carisma: riprendere la via del cuore! Un cuore semplice, dolce, paziente, devoto. Un cuore in cui è iscritto un profondo desiderio di Dio, ma che Dio ha creato e lasciato libero di corrispondere al suo disegno di amore.

Per noi dell'ADMA si tratta ancora una volta di seguire i passi di Maria e guardare al suo cuore. Imparare da Maria a fare tutto per amore di Dio e del prossimo, senza costrizioni e poi riscoprire il senso della vera devozione, secondo quanto San Francesco suggerisce: "la vera e viva devozione, Filotea, esige l’amore di Dio, anzi non è altro che un vero amore di Dio; non un amore genericamente inteso. Infatti l’amore di Dio si chiama grazia in quanto abbellisce l’anima, perché ci rende accetti alla divina Maestà; si chiama carità, in quanto ci dà la forza di agire bene; quando poi è giunto ad un tale livello di perfezione, per cui, non soltanto ci dà la forza di agire bene, ma ci spinge ad operare con cura, spesso e con prontezza, allora si chiama devozione [...]. A dirlo in breve, la devozione è una sorta di agilità e vivacità spirituale per mezzo della quale la carità agisce in noi o, se vogliamo, noi agiamo per mezzo suo, con prontezza e affetto." 

 La speranza allora è che in tutte le attività educative e pastorali in cui siamo coinvolti, nei nostri incontri formativi, nelle opere in cui siamo impegnati la nostra devozione come membri ADMA ci aiuti ad amare di più i fratelli e abbandonarci di più all'amore di Dio.


Renato Valera, Presidente ADMA Valdocco. 

Alejandro Guevara, Animatore Spirituale ADMA Valdocco.