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Catéchèse

La mediazione materna di Maria

domenica 12 maggio 2024

È davvero difficile sopravvalutare l’importanza della presenza e dell’azione di Maria nella vita di don Bosco e nello sviluppo del carisma salesiano. “Ha fatto tutto lei”, dirà il Santo alla fine della sua vita, ripercorrendo con memoria grata i segni e gli avvenimenti che lo avevano portato ad essere padre di una moltitudine di giovani e di educatori. Gli studiosi del carisma confermano l’impronta mariana che permea tutta l’opera salesiana sia nei suoi risvolti spirituali, che nelle sue ricadute pastorali.
Ovvio che la figura di Maria non è minimamente separabile da quella di Gesù. La presenza in forma infantile del Signore e della Signora del sogno dei 9 anni, così come la forma matura di Gesù Eucaristia e di Maria Immacolata e Ausiliatrice nel sogno della due colonne, è il riverbero salesiano della scena natalizia e della scena pasquale che stanno a fondamento della nostra fede: il Bambino e la Madre, il Crocifisso e l’Addolorata, da cui Gesù Nostro Signore e Maria Nostra Signora, il Capo della Chiesa e la Madre della Chiesa. Insieme a Don Bosco, mai smetteremo di contemplare la scena: ai piedi della Croce, Gesù non ci dona solo se stesso, il suo Corpo e il suo Sangue, il suo Spirito, il suo Padre, ma anche la sua Madre perché diventi nostra Madre. Una consapevolezza già antica: “non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre” (Cipriano in De Ecclesiae catholicae unitate), ma anche moderna: “se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce” (Paolo VI nel 1970 ala Santuario di Bonaria).

Non con le percosse, ma con la mansuetudine e la carità

lunedì 15 aprile 2024

Nel 'Sogno dei nove anni', Don Bosco apprende una lezione cruciale sull'importanza dell'umiltà e della mansuetudine nella formazione dei giovani. La voce celeste che gli intima di non usare la forza, ma di adoperare la dolcezza e la carità, segna un punto di svolta nella sua visione educativa. Questo episodio lo porta a modellare il suo approccio educativo sul modello di umiltà di Gesù e sulla guida di Maria, la madre di Gesù.
Gesù stesso incarna l'umiltà in modo supremo. Nonostante fosse il Figlio di Dio, scelse una vita di servizio e umiltà, invitando i suoi seguaci a imparare da lui. La sua vita e i suoi insegnamenti sono permeati dalla compassione e dalla disposizione a servire gli emarginati e i peccatori. La sua umiltà raggiunge il suo apice nella sofferenza e nella crocifissione, dove risponde con perdono e misericordia.
Maria, nell'Annunciazione e nel Magnificat, offre un esempio straordinario di umiltà e gratitudine. Nonostante il ruolo unico che le è stato affidato come madre di Gesù, accetta la volontà di Dio con umiltà e ringrazia costantemente per le sue benedizioni.
Riflettendo su questi esempi, comprendiamo che l'umiltà è fondamentale nella vita cristiana. Ci chiama a riconoscere la nostra dipendenza da Dio, a essere grati per le sue benedizioni e a praticare il perdono e la riconciliazione con gli altri.
In conclusione, l'umiltà, la mansuetudine e la carità sono pilastri della vita spirituale cristiana. Seguendo l'esempio di Gesù e Maria, ci impegniamo a coltivare queste virtù nella nostra vita quotidiana, promuovendo l'amore, il rispetto e la pace nel mondo.

La forza della mansuetudine e il distintivo dell’amorevolezza

domenica 10 marzo 2024

La testimonianza del sogno
Nel sogno dei 9 anni ci sono dei moti forti che per intensità saltano in evidenza e che nel
racconto acquistano una tale verosimiglianza, al punto da lasciare un segno non solo nella
memoria ma anche nel fisico, dettaglio che rimane vivido anche se narrato a distanza di
tanti anni: “All’udire quelle bestemmie mi sono subito lanciato in mezzo di loro adoperando
pugni e parole per farli tacere … Sembravami di avere le mani che facessero male pei pugni
che aveva dato, che la faccia mi duolesse per gli schiaffi ricevuti”.

Il mistero del nome 2: si conosce quello che si vive

domenica 11 febbraio 2024

1. Il nome nel sogno dei nove anni

Ascoltare una Parola che viene da fuori. All’inizio del sogno c’è una teofania: appare un uomo venerando, in virile età, nobilmente vestito di un manto bianco, con la faccia luminosa che non poteva rimirarlo. La voce che chiama Giovannino (mi chiamò per nome) viene da fuori e si presenta con un comando (mi ordinò), tutto il contrario del comprendere la vita come sogno da realizzare (il mito dell’autorealizzazione odierno). Nessuno si dà il nome ma lo riceve, non mi chiamo da solo. Nel nome è scritta la vocazione e in essa è inserito il metodo (non con le percosse ma con mansuetudine e carità), la missione/fine (guadagnare questi tuoi amici), il contenuto (istruzione sul peccato e sulla virtù).

Il mistero del nome 1: si conosce quello che si vive

domenica 7 gennaio 2024

Il punto intrigante è che mentre il nobile signore del sogno chiama Giovanni per nome, ma
non rivela a Giovanni il suo nome. Come è facile intuire, c’è ancora una volta in gioco il primato
e il mistero di Dio nella vita di ognuno.
Il punto d’arrivo sarà questo: non ci si capisce se non ci si mette in gioco!
Il punto centrale è poi il tema teologico presente nel tema biblico del “nome”: l’identità di
persona e missione. Lo si vede bene in Gesù e in Maria: Gesù è l’uomo riuscito perché ha fatto in
tutto la volontà del Padre. Maria è la creatura riuscita perché ha detto “eccomi”. Per noi vuol dire: il
mio vero nome è la mia missione, la mia vita è riuscita quando la mia missione è compiuta!
→ In concreto: più vivi la tua missione più sei originale, creativo, veramente libero, partecipe della
creatività di Dio. Meno vivi la tua vocazione e missione più sei seriale, prevedibile, praticamente
schiavo, allineato ai diktat del mondo

La chiamata all’impossibile 2: il buio e la luce di ogni vocazione e missione

lunedì 18 dicembre 2023

La dialettica di possibile e impossibile viene inoltre sperimentata come intreccio di chiarezza e oscurità, da cui il tema del cammino di fede e della necessità del discernimento: “non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio” (1Gv 4,1), ed “esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21).

La chiamata all’impossibile: gioia e croce di ogni vocazione

lunedì 13 novembre 2023

Il sogno è chiaramente una scena di vocazione e missione. La cosa è comprensibile: l’uomo è vocazione e missione! L’identità profonda di ogni uomo è vocazionale e missionaria. Ogni uomo è interpellato da Dio e coinvolto nel Suo disegno d’amore, e proprio così la sua vita diventa sensata e feconda. Non c'è niente di più bello che riconoscersi toccati da Dio, chiamati per nome e mandati nel Suo nome. È un’esperienza che riempie il cuore di umiltà e di coraggio, di fiducia e di speranza, di amore da ricevere e da donare; quantomeno, è un’esperienza che impedisce di vivere la vita come un tentativo arbitrario o un’impresa solitaria, con tutto lo strascico di sterilità e di tristezza che ne segue.

La missione oratoriana - 2

lunedì 9 ottobre 2023

Un cortile per incontrarsi da amici (Cost. 41): il decalogo di don Quadrio
1) Fatti amico del tuo interlocutore
2) Sforzati di comprenderlo
3) Dagli ragione quando puoi
4) Non ferire mai la sua suscettibilità
5) Non avere fretta
6) Prendi in mano il timone della conversazione
7) Sii pronto a rispondere alle sue difficoltà
8) Mostragli i valori positivi del Cristianesimo
9) Sii profondamente convinto
10) Prega perché non sarai tu a convertirlo, ma la grazia di Dio

La missione oratoriana 1

martedì 19 settembre 2023

La celebrazione del bicentenario del Sogno dei 9 anni… e il Congresso Mariano di Fatima…

L’autorevolezza carismatica del sogno dei nove anni è fuori di dubbio: è il “mito fondativo” salesiano, la “pagina sacra” che ancora oggi esercita una consistente energia performativa, toccando gli affetti, muovendo all’azione e generando identità. In essa sono raccolti in efficace sintesi narrativa gli elementi costitutivi della vocazione salesiana, come un testamento da consegnare alle generazioni future (A. Bozzolo)

Esercizi spirituali - 2023 - Nel Mondo, ma non del mondo - 3°

sabato 19 agosto 2023

TEMA – Il cristiano nel mondo come “sale della terra”, “luce del mondo”, “lievito nella pasta”
Le immagini evangeliche del sale, della luce e del lievito, pur riguardando
indistintamente tutti i discepoli di Gesù, trovano una specifica applicazione ai
fedeli laici. Sono immagini splendidamente significative, perché dicono non solo
l’inserimento profondo e la partecipazione piena dei fedeli laici nella terra, nel
mondo, nella comunità umana; ma anche e soprattutto la novità e l’originalità di
un inserimento e di una partecipazione destinati alla diffusione del Vangelo che
salva (ChL 15)
Il lievito lavora silenziosamente. La lievitazione avviene nel silenzio, così come
l’operare del Regno di Dio; lavora dal di dentro… Il lievito è immagine-simbolo
della fecondità e della crescita tipiche del Regno di Dio… “Un po’ di lievito fa
fermentare tutta la pasta” (Gal 5,9). È sorprendente come una porzione di farina
raddoppi o triplichi il proprio volume grazie all’aggiunta di una piccola porzione di
lievito… Il lievito non è elemento presente in grande quantità. Al contrario, se ne
usa pochissimo. Ma ciò che lo distingue è di essere l’unico ingrediente vivo e,
poiché è vivo, ha la forza di influenzare, condizionare e trasformare l’intera
pasta. Possiamo affermare, quindi, che il Regno di Dio – dice papa Francesco –
“è una realtà umanamente piccola e apparentemente irrilevante. Per entrare a
farne parte bisogna essere poveri nel cuore, non confidare nelle proprie
capacità, ma nella potenza dell’amore di Dio; non agire per essere importanti
agli occhi del mondo, ma preziosi agli occhi di Dio, che predilige i semplici e gli
umili” (Strenna)

OBIETTIVI – Crescere come buoni cristiani e onesti cittadini, abitanti del mondo e cittadini del
cielo, santi e solidali, senza divisioni e senza confusioni, senza arroccamenti e senza
compromessi; per evitare di estraniarsi dal mondo o di allinearsi al mondo, di essere cristiani
1. “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo” (Rm 12,2). La condizione
del mondo
2. “La nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20). L’originalità del cristiano
3. “È Dio che suscita in noi il volere e l'operare” (Fil 2,13). La centralità di Cristo

Esercizi spirituali - 2023 - Nel Mondo, ma non del mondo - 3°

sabato 19 agosto 2023

TEMA – Il cristiano nel mondo come “sale della terra”, “luce del mondo”, “lievito nella pasta”
Le immagini evangeliche del sale, della luce e del lievito, pur riguardando
indistintamente tutti i discepoli di Gesù, trovano una specifica applicazione ai
fedeli laici. Sono immagini splendidamente significative, perché dicono non solo
l’inserimento profondo e la partecipazione piena dei fedeli laici nella terra, nel
mondo, nella comunità umana; ma anche e soprattutto la novità e l’originalità di
un inserimento e di una partecipazione destinati alla diffusione del Vangelo che salva (ChL 15) Il lievito lavora silenziosamente. La lievitazione avviene nel silenzio, così come
l’operare del Regno di Dio; lavora dal di dentro… Il lievito è immagine-simbolo della fecondità e della crescita tipiche del Regno di Dio… “Un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta” (Gal 5,9). È sorprendente come una porzione di farina
raddoppi o triplichi il proprio volume grazie all’aggiunta di una piccola porzione di lievito… Il lievito non è elemento presente in grande quantità. Al contrario, se ne usa pochissimo. Ma ciò che lo distingue è di essere l’unico ingrediente vivo e, poiché è vivo, ha la forza di influenzare, condizionare e trasformare l’intera
pasta. Possiamo affermare, quindi, che il Regno di Dio – dice papa Francesco – “è una realtà umanamente piccola e apparentemente irrilevante. Per entrare a
farne parte bisogna essere poveri nel cuore, non confidare nelle proprie capacità, ma nella potenza dell’amore di Dio; non agire per essere importanti
agli occhi del mondo, ma preziosi agli occhi di Dio, che predilige i semplici e gli
umili” (Strenna)

OBIETTIVI – Crescere come buoni cristiani e onesti cittadini, abitanti del mondo e cittadini del
cielo, santi e solidali, senza divisioni e senza confusioni, senza arroccamenti e senza
compromessi; per evitare di estraniarsi dal mondo o di allinearsi al mondo, di essere cristiani
1. “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo” (Rm 12,2). La condizione
del mondo
2. “La nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20). L’originalità del cristiano
3. “È Dio che suscita in noi il volere e l'operare” (Fil 2,13). La centralità di Cristo

Esercizi spirituali - 2023 - Nel Mondo, ma non del mondo - 2°

sabato 19 agosto 2023

TEMA – Il cristiano nel mondo come “sale della terra”, “luce del mondo”, “lievito nella pasta”
Le immagini evangeliche del sale, della luce e del lievito, pur riguardando
indistintamente tutti i discepoli di Gesù, trovano una specifica applicazione ai
fedeli laici. Sono immagini splendidamente significative, perché dicono non solo
l’inserimento profondo e la partecipazione piena dei fedeli laici nella terra, nel
mondo, nella comunità umana; ma anche e soprattutto la novità e l’originalità di
un inserimento e di una partecipazione destinati alla diffusione del Vangelo che
salva (ChL 15)
Il lievito lavora silenziosamente. La lievitazione avviene nel silenzio, così come
l’operare del Regno di Dio; lavora dal di dentro… Il lievito è immagine-simbolo
della fecondità e della crescita tipiche del Regno di Dio… “Un po’ di lievito fa
fermentare tutta la pasta” (Gal 5,9). È sorprendente come una porzione di farina
raddoppi o triplichi il proprio volume grazie all’aggiunta di una piccola porzione di
lievito… Il lievito non è elemento presente in grande quantità. Al contrario, se ne
usa pochissimo. Ma ciò che lo distingue è di essere l’unico ingrediente vivo e,
poiché è vivo, ha la forza di influenzare, condizionare e trasformare l’intera
pasta. Possiamo affermare, quindi, che il Regno di Dio – dice papa Francesco –
“è una realtà umanamente piccola e apparentemente irrilevante. Per entrare a
farne parte bisogna essere poveri nel cuore, non confidare nelle proprie
capacità, ma nella potenza dell’amore di Dio; non agire per essere importanti
agli occhi del mondo, ma preziosi agli occhi di Dio, che predilige i semplici e gli
umili” (Strenna)

OBIETTIVI – Crescere come buoni cristiani e onesti cittadini, abitanti del mondo e cittadini del
cielo, santi e solidali, senza divisioni e senza confusioni, senza arroccamenti e senza
compromessi; per evitare di estraniarsi dal mondo o di allinearsi al mondo, di essere cristiani
1. “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo” (Rm 12,2). La condizione
del mondo
2. “La nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20). L’originalità del cristiano
3. “È Dio che suscita in noi il volere e l'operare” (Fil 2,13). La centralità di Cristo

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