Mezzi con cui fu edificata la Basilica di Maria Ausiliatrice

23 maggio 2022

2015%20-%20Torino%20(7)_edited.jpg

“Parla Don Bosco. In un libricino pieno di fede e d’unzione racconta la prima grazia concessa dalla Madonna, e prosegue, testimone oculare dei fatti: mali di capo cessati, febbri vinte, piaghe e ulceri cancrenose sanate, reumatismi scomparsi, mal d’occhi, d’orecchi, di denti, di reni, istantaneamente guariti: ecco i mezzi di cui si servì la misericordia del Signore per somministrarci quanto era necessario per condurre a termine questa chiesa; e conclude la narrazione: si potrebbe asserire che ogni angolo, ogni mattone di questo sacro edificio ricorda una grazia ottenuta da questa augusta Regina del Cielo.

 

Le meraviglie non si fermarono a Torino. Nel 1868 un villaggio del Piemonte è visitato dal colera. Si ricorre all’Ausiliatrice. Il flagello presto scompare, e quella buona gente manda doni cospicui.

 

La fama delle grazie vola. Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo corrono a raccomandarsi all’Ausiliatrice ed esprimono poi l’animo riconoscente con generose offerte che affluivano man mano da varie città d’Europa e d’America pur esse beneficate. Così la Reggia di Maria Ausiliatrice si vestì di una suntuosità degna della Madre di Dio.

 

Ogni anno, come oggi, a Torino si celebrano funzioni straordinarie. Dalle città e campagne vicine accorrono moltitudini a cantare le glorie di Maria, accompagnare in processione la sua statua, riceverne la benedizione e consacrarle il cuore.

 

Tutto il mondo salesiano sente oggi una gioia insolita, palpiti più fervidi e desideri più accesi.”

 

O Maria Ausiliatrice, noi ti offriamo il nostro cuor, lo consacriamo a te, oggi e sempre!

 

Da “La Madonna di S. Giovanni Bosco”, Mons. Luigi Cazzamali