24 Maggio - Solennità Maria Ausiliatrice - Ufficio delle letture

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Ufficio delle letture

Invitatorio

Ant. Nella festa di Maria, Aiuto dei cristiani
cantiamo al Signore, alleluia.
Salmo invitatorio come nell’Ordinario.

Inno
Tu sei la palma di Cades, Maria,
orto cintato e santa dimora,
carica sempre del frutto tuo santo,
Madre gloriosa del Dio fatto uomo.
Tu cattedrale del grande silenzio,
anello d’oro tra noi e l’Eterno,
gl’invalicabili spazi congiungi
e un ponte inarchi sul nostro esilio.
Madre di gloria, ora sei la figura
di come un giorno sarà la sua Chiesa:
la sposa ornata e pronta alle nozze,
la città santa che scende dal cielo.
Dal trono eterno discendi ancora
e torna ovunque a donarci il Figlio
perché da soli noi siamo perduti,
siamo fasciati da un’ombra di morte.
O Trinità, misteriosa e beata,
noi ti lodiamo perché ci donasti
la nuova aurora che annuncia il tuo giorno
Cristo, la gloria di tutto il creato.
Amen.

Oppure un altro inno o canto adatto approvato dall’autorità ecclesiastica.

1 ant. Maria, hai ricevuto benedizione dal Signore,
e misericordia dal Dio di salvezza (T.P. Alleluia).

Salmi dal Comune della beata Vergine Maria.

2 ant. Dio, nostro rifugio e nostra forza,
ci hai dato in Maria un aiuto nelle prove (T.P. Alleluia).

3 ant. Di te si dicono cose stupende,
o Madre di tutti i popoli (T.P. Alleluia).

Nel tempo di Pasqua: 
V/. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente, alleluia.
R/. La sua misericordia si stende su quelli che lo temono, alleluia.

Prima lettura
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo                                                                                  11,19a-12,17
Il segno grandioso della donna nel cielo

Allora si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l'arca della sua alleanza. Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo,
perché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell'Agnello
e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è disceso sopra di voi pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».
Quando il drago si vide precipitato sulla terra, si mise a perseguitare la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, perché volasse nel deserto verso il proprio rifugio, dove viene nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo, lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna: aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.
Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a fare guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che custodiscono i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

Responsorio                                                                                                                                                                   Cf Ap 12,5.1
R/. La donna partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni; e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. * Grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, alleluia.
V/. Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle.
R/. Grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, alleluia.

Fuori del Tempo di Pasqua:
V/. Maria meditava nel suo cuore
R/. gli eventi meravigliosi del suo Figlio.

Prima lettura
Dal libro di Giuditta                                                                                                    13,11-14.16a-20; 15,8-10,12-14 (Vg.)
Il Signore è con te. Benedetta sei tu fra le donne!

Giuditta gridò da lontano al corpo di guardia delle porte: "Aprite, aprite subito la porta: è con noi Dio, il nostro Dio, per esercitare ancora la sua forza in Israele e la sua potenza contro i nemici, come ha fatto oggi".
Appena gli uomini della sua città sentirono la sua voce, corsero giù in fretta alla porta della città e chiamarono gli anziani. Corsero tutti, dal più piccolo al più grande, perché non si aspettavano il suo arrivo; aprirono dunque la porta, le accolsero dentro e, acceso il fuoco per fare luce, si strinsero attorno a loro. Giuditta disse loro a gran voce: "Lodate Dio, lodatelo; lodate Dio, perché non ha allontanato la sua misericordia dalla casa d'Israele, ma in questa notte per mano mia ha colpito i nostri nemici. Viva dunque il Signore, che mi ha protetto nella mia impresa".
Tutto il popolo si stupì profondamente e tutti si chinarono ad adorare Dio, esclamando in coro: "Benedetto sei tu, nostro Dio, che hai annientato in questo giorno i nemici del tuo popolo". Ozia a sua volta le disse: "Benedetta sei tu, figlia, davanti al Dio altissimo più di tutte le donne che vivono sulla terra, e benedetto il Signore Dio che ha creato il cielo e la terra e ti ha guidata a troncare la testa del capo dei nostri nemici. Davvero il coraggio che ti ha sostenuto non sarà dimenticato dagli uomini, che ricorderanno per sempre la potenza di Dio. Dio compia per te queste cose a tua perenne esaltazione, ricolmandoti di beni, in riconoscimento della prontezza con cui hai esposto la vita di fronte all'umiliazione della nostra stirpe, e ti sei opposta alla nostra rovina, comportandoti rettamente davanti al nostro Dio". E tutto il popolo esclamò: "Amen! Amen!"
Allora il sommo sacerdote Ioakìm e il consiglio degli anziani degli Israeliti, che abitavano a Gerusalemme, vennero a vedere i benefici che il Signore aveva operato per Israele e anche per incontrare Giuditta e salutarla. Appena furono entrati in casa sua, tutti insieme le rivolsero parole di benedizione ed esclamarono verso di lei: "Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu magnifico vanto d'Israele, tu splendido onore della nostra gente. Compiendo tutto questo con la tua mano, hai operato per Israele nobili cose: di esse Dio si è compiaciuto. Sii per sempre benedetta dal Signore onnipotente". Tutto il popolo soggiunse: "Amen!".
Tutte le donne d'Israele si radunarono per vederla e la colmarono di elogi e composero tra loro una danza in suo onore. Ella prese in mano dei tirsi e li distribuì alle donne che erano con lei. Insieme con loro si incoronò di fronde di ulivo: si mise in testa a tutto il popolo, guidando la danza di tutte le donne, mentre seguivano, armati, tutti gli uomini d'Israele, portando corone e inneggiando con le loro labbra.
Allora Giuditta intonò questo canto di riconoscenza in mezzo a tutto Israele e tutto il popolo accompagnava a gran voce questa lode:

Responsorio                                                                                                                                                             Gdt 16,1.13-14

R/. Lodate il mio Dio con i timpani,
cantate al Signore con i cembali,
elevate a lui l’accordo del salmo e della lode;
* esaltate e invocate il suo nome.
V/. Innalzerò al mio Dio un canto nuovo:
Signore, grande sei tu e glorioso,
mirabile nella tua potenza e invincibile.
* Esaltate e invocate il suo nome.
V/. Ti sia sottomessa ogni tua creatura:
perché tu dicesti e tutte le cose furono fatte;
mandasti il tuo spirito e furono costruite
e nessuno può resistere alla tua voce.
* Esaltate e invocate il suo nome.

Seconda lettura

Dal “Regolamento” dell’Associazione dei devoti di Maria Ausiliatrice scritto da san Giovanni Bosco, sacerdote (Opere edite, XXI, Roma 1976, 343-347)
Maria aiuto dei cristiani

Il titolo di Ausiliatrice, attribuito all’augusta Madre del Salvatore, non è cosa nuova. Negli stessi libri santi Maria è chiamata Regina che sta alla destra del suo Divin Figlio, vestita in oro e circondata di varietà. Questo manto indorato e circondato di varietà, secondo lo spirito della Chiesa, sono altrettante gemme e diamanti, ovvero titoli, con cui si vuole invocare Maria. Quando pertanto chiamiamo la santa Vergine Aiuto dei Cristiani, non è altro che nominare un titolo speciale, che a Lei conviene, come diamante sopra i suoi abiti indorati. In questo senso Maria fu salutata Aiuto del genere umano fino dai primi tempi del mondo, quando, Adamo cadendo nella colpa, fu promesso un liberatore, che doveva nascere da una donna, la quale coll’immacolato suo piede avrebbe schiacciato il capo del serpente insidiatole. Difatto questa gran Donna è simboleggiata nell’albero della vita, che esisteva nel paradiso terrestre; nell’arca di Noè, che salva dall’universale diluvio gli adoratori del vero Dio; nella scala di Giacobbe, che si solleva fino al cielo; nel roveto di Mosè, che arde e non si consuma, e che allude a Maria vergine dopo il parto; nell’arca dell’alleanza; nella torre di Davide, che difende da ogni assalto; nella rosa di Gerico; nella fontana sigillata; nell’orto ben coltivato e custodito di Salomone; è figurata in un acquedotto di benedizione; nel vello di Gedeone. Altrove è chiamata stella di Giacobbe, bella come la luna, eletta come il sole, iride di pace, pupilla dell’occhio di Dio, aurora portatrice di consolazioni, Vergine e Madre e Genitrice del suo Signore. Questi simboli ed espressioni, che la Chiesa applica a Maria, fanno manifesti i disegni provvidenziali di Dio, che  voleva farcela conoscere prima della sua nascita, come la primogenita fra tutte le creature, la più eccellente protettrice, aiuto e sostegno, anzi riparatrice dei mali, cui soggiacque il genere umano.
Nel Nuovo Testamento non è solo con simboli e profezie invocata aiuto degli uomini in genere, ma aiuto, sostegno, e difesa dei Cristiani. Non più figure, non più espressioni simboliche; nel Vangelo tutto è realtà e avveramento del passato. Maria è salutata dall’Arcangelo Gabriele che la chiama piena di grazia; Iddio guarda la grande umiltà di Maria e la solleva alla dignità di Madre del Verbo Eterno. Gesù, Dio immenso, diventa figlio di Maria. Da Lei nasce, è educato, assistito, e il Verbo Eterno fatto carne si sottomette in tutto all’ubbidienza dell’augusta sua Genitrice. A richiesta di Lei Gesù opera il primo dei suoi miracoli in Cana di Galilea; sul Calvario è costituita di fatto Madre comune dei Cristiani. Gli Apostoli se La fanno guida e maestra di virtù. Con Lei si raccolgono a pregare nel Cenacolo; con Lei attendono all’orazione, e infine ricevono lo Spirito Santo. Agli Apostoli dirige le sue ultime parole e se ne vola gloriosa al cielo.
Dall’altissimo suo seggio di gloria volge i suoi materni sguardi e va dicendo: Io abito il più alto trono di gloria per arricchire di benedizioni quelli che mi amano e per riempire i loro tesori di celesti favori. Per questo, dalla sua Assunzione al cielo cominciò il costante e non mai interrotto concorso dei Cristiani a Maria, né mai si udì, dice san Bernardo, che alcuno abbia con fiducia fatto ricorso a questa pietosissima Vergine, e non sia stato esaudito.
Di qui si ha la ragione per cui ogni secolo, ogni anno, ogni giorno e, possiamo dire, ogni momento è segnato nella storia da qualche gran favore concesso a chi con fede l’ha invocata.
Di qui pure la ragione per cui ogni regno, ogni città, ogni paese, ogni famiglia ha una chiesa, una cappella, un altare, una immagine, un dipinto o qualche segno che rammenta la venerazione universale prestata a Maria e nel tempo stesso ricorda alcune delle molte grazie concesse a chi fece a Lei ricorso nelle necessità della vita.

Responsorio                                                                                                                                     Sal 34,4; Lc 1,48; Sal 63,16

R/. Celebrate con me il Signore, esaltiamo insieme il suo nome: * perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
V/. Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio, e narrerò quanto per me ha fatto.
R/. Perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

*  Oppure:

Seconda lettura

Degli scritti di San Giovanni Bosco, sacerdote
(“Meraviglie della Madre di Dio [...]”,
Opere edite, XX, Roma 1976, 217-220; 197-200)
Maria è stata costituita da Dio Ausiliatrice del popolo cristiano

Quando la beatissima Vergine andò a visitare santa Elisabetta, questa appena la vide fu riempita di Spirito Santo, e talmente piena che si mise a profetizzare ispirata: «Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 2,42). Con queste parole lo Spirito Santo per bocca di Elisabetta esaltò Maria, volendo così insegnare che era stata benedetta e favorita da Dio ed eletta a recare agli uomini quella benedizione che, perduta in Eva, si era sospirata per tanti secoli. Alle congratulazioni della sua parente rispose pure Maria con divina ispirazione: «L’anima mia magnifica il Signore, perché ha guardato all’umiltà della sua ancella; ecco infatti da adesso tutte le generazioni mi diranno beata» (Lc 1,46-48).
Ora, perché la gloria di Maria potesse estendersi a tutte le generazioni e tutte avessero a chiamarla beata, bisognava che qualche beneficio straordinario e perenne venisse da Maria a tutte queste generazioni; cosicché, essendo perpetuo in esse il motivo della loro gratitudine, fosse ragionevole la perpetuità della lode. Questo beneficio continuo e mirabile non può essere altro che l’aiuto che Maria presta agli uomini. Aiuto che doveva abbracciare tutti i tempi, estendersi a tutti i luoghi e a ogni genere di persone.
Il titolo di «Aiuto dei cristiani» attribuito all’augusta Madre del Salvatore non è cosa nuova nella Chiesa di Gesù Cristo, ma in questi ultimi tempi si è cominciato a proclamarlo per la beata Vergine per un motivo tutto particolare. Non si tratta tanto d’invocare Maria per interessi privati, ma per i gravissimi e imminenti pericoli che possono minacciare i fedeli. Oggi è la stessa Chiesa cattolica che è assalita: è assalita nelle sue funzioni, nelle sacre sue istituzioni, nel suo Capo, nella sua dottrina, nella sua disciplina; è assalita come Chiesa cattolica, come centro della verità, come maestra di tutti i fedeli.
E appunto per meritarsi una speciale protezione del Cielo si ricorre a Maria, come a Madre comune, come a speciale Ausiliatrice dei governanti e dei popoli cattolici.
Perciò con piena verità dichiariamo che Maria è stata veramente costituita da Dio «Aiuto dei cristiani» e che in ogni tempo tale si è dimostrata nelle pubbliche calamità, specialmente a favore di quei popoli che pativano e lottavano per la fede.
La santa Vergine ci aiuti a vivere attaccati alla dottrina e alla fede, di cui è capo il romano Pontefice vicario di Gesù Cristo, e ci ottenga la grazia di perseverare nel santo divino servizio in terra, per poterla poi un giorno raggiungere nel regno della gloria in cielo.

Responsorio                                                                                                                                          Lc 1,48-49; cf Sal 17,33

R/. Tutte le generazioni mi chiameranno beata: grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente. * Santo è il suo nome (T.P. Alleluia).
V/. Dio mi ha resa forte e mi ha esaltata.
R/. Santo è il suo nome (T.P. Alleluia).

Te Deum.

Orazione come alle Lodi mattutine.

Celebrazione vigiliare
Coloro che desiderano prolungare la liturgia vigiliare, dopo la recita dell’Ufficio delle letture e prima dell’inno Te Deum, aggiungano i cantici e il vangelo qui sotto indicati.

Ant. Benedite il Signore per tutte le sue opere:
ha rivestito Maria delle vesti di salvezza
e l’ha avvolta con il manto della giustizia
(T.P. Alleluia).

Cantico I Is 61,10-62,3                                                           Giubilo del profeta per la nuova Gerusalemme

Cantico II Is 62,4-7                                                                                                         La gloria della nuova Gerusalemme

Cantico III Sir 39,13-16a                                                                    Come sono grandi le tue opere, o Signore!

Vangelo
Si legge un brano di vangelo tratto dal Lezionario della Messa della Beata Vergine Maria, aiuto dei cristiani:

1. Mt 12,46-50:             Ecco mia madre, ed ecco i miei fratelli.

2. Mt 18,1-6.10:            Ecco, concepirai un figlio e lo darai alla luce.

3. Lc 1,39-47:                Beata colei che ha creduto.

4. Lc 11,27-28:              Beato il grembo che ti ha portato.

5. Gv 2,1-11:                  La madre dice: Fate quello che vi dirà.

6. Gv 19,25-27:              Ecco il tuo figlio! Ecco la tua madre!

Secondo l’opportunità si può tenere l’omelia.
Te Deum

Orazione come alle Lodi mattutine.