Fate tutto con diligenza

5 settembre 2022

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Tra i tanti sogni profetici di don Bosco, uno si verificò proprio nel giorno della festa della Natività di Maria e un altro durante la novena precedente la festa. Si tratta di sogni legati al momento storico di allora, tuttavia il loro messaggio continua ad essere un attualissimo stimolo per tutti noi che desideriamo crescere nell’affidamento a Maria.

 

Il primo sogno ci ricorda l’amore di Maria che si traduce in aiuto materno, e quindi estremamente concreto, per i suoi figli. Il contesto storico era quello delle persecuzioni per tutte le opere religiose ed ecclesiastiche. Don Bosco racconta: «Ho pregato, fatto pregare, ed ecco che una notte dormendo mi vidi avanti la Vergine Santissima posta in alto proprio come si trova Maria Ausiliatrice sulla cupola. Aveva un gran manto che si stendeva tutto attorno a sè e formava come un salone immenso, e lì sotto vidi tutte le nostre case di Francia: la Madonna guardava con occhio sorridente queste varie case, quand'ecco successe un temporale così orribile, o meglio un terremoto con fulmini, grandine, mostri orribili d'ogni forma e figura, fucilate, cannonate (…) rivolti contro i nostri che stavano sotto il manto di Maria; ma nessuno arrecò danno a coloro che si trovavano sotto una così potente difenditrice: tutti i dardi andavano a spuntarsi nel manto di Lei e cadevano a vuoto. La Beata Vergine, in un mare di luce, con la faccia raggiante e un sorriso di paradiso disse molte volte in questo frattempo: Ego diligentes me diligo [io amo chi mi ama]. Poco alla volta cessò ogni burrasca e dei nostri nessuno restò vittima di quel temporale o terremoto o tempesta che si voglia chiamare».

 

Il secondo sogno ci invita a non intiepidirci nel nostro amore verso Maria. Don Bosco racconta di aver visto una grande signora con un quaderno in mano: «Me lo porge, dicendomi: - Prendi e leggi! - Io l'ho preso e lessi sopra la copertina: Novena della Natività di Maria. Apro il primo foglio e vedo scritti i nomi di un numero limitatissimo di giovani in carattere d'oro. Volto il foglio e ne vedo scritto un numero un po' più grande con inchiostro ordinario. Volto ancora e tutto il resto del quaderno è bianco sino al fine. (…) - In quel libro sono scritti i giovani che fanno la novena. I pochissimi che son scritti in oro sono quelli che la fanno bene e con fervore. L'altra parte è di coloro che la fanno, ma con minor fervore. E tutti gli altri perché non sono scritti? Chi sa da che cosa provenga questo? Io credo che siano le passeggiate lunghe che hanno distratto tanto i giovani, sicchè adesso non sono più buoni a raccogliersi. (…) Dunque per contentar la Madonna facciamo tutto quello che possiamo colla frequenza dei SS. Sacramenti e colla pratica dei fioretti che io o Don Francesia daremo. Per domani ci sia questo fioretto: - Far ogni cosa con diligenza».