12 APRILE 2026. RITIRO ADMA PRIMARIA
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Domenica 12 aprile nella casa salesiana di Cumiana ha avuto luogo il ritiro plenario, curato e organizzato dall’ADMA Primaria e vissuto insieme ai cooperatori, nel proseguimento del cammino annuale su “La nostra fede, la fede dei nostri figli”.
L’incontro ha avuto inizio alle 9.30 con la recita delle lodi, che hanno preparato il tema del ritiro: “La fede opera per mezzo della carità” (Gal 5,6). La fede e la benevolenza. Di seguito è iniziata la catechesi, guidata da don Roberto Carelli.
“L’idea di fondo è l’unità delle virtù teologali - ha sottolineato Don Roberto – in quanto la fede non sta mai senza la speranza e senza la carità”. Nell’incontro è stato analizzato quindi il legame che la fede intrattiene con la carità. “La fede – ha proseguito - è sempre intima e pubblica, personale ed ecclesiale, una fede che ha bisogno delle relazioni, perché non si crede da soli. Il carattere teologale ed ecclesiale della fede è il motivo per cui si dice che la fede è un dono, ricordando che la fede in Gesù si fonda nella fede di Gesù, nel suo rapporto col Padre, e, in Lui, nella fede di Maria e degli Apostoli. Non si può separare la fede dall’amore e dalle opere dell’amore, in quanto la carità è espressione irrinunciabile dell’essenza stessa della Chiesa.” Un punto sempre delicato – messo in evidenza da Don Carelli - è quello di non separare fede e vita, contemplazione e azione. Come ben definito dal relatore, l’operosità della fede è tante cose, le prime cose del vocabolario cristiano: è celebrazione liturgica (leitourgia), è comunione fraterna (koinonia), è testimonianza fino al martirio (martyria), è missione evangelizzatrice e carità sociale (diakonia).
Al termine della catechesi, nel proporre la lectio divina su Lc 10, 1- 2, Don Roberto ha evidenziato come la fede, la cui prima opera è la preghiera, e la preghiera per le vocazioni, si trasmette per testimonianza che propizia l’incontro con il Signore, sottolineando inoltre che l’operosità della fede richiede semplicità e coraggio, la giusta dose di apertura e riservatezza, nonché libertà interiore e gratuità, schiettezza nell’approvare e disapprovare. Nel concludere l’incontro è stato posto in evidenza che nell’educazione della fede è importante aiutare i giovani a prendere coscienza che la fede è personale ed ecclesiale, non si riduce a pensieri e sentimenti, non è semplice solidarietà ma carità. Dopo la catechesi, è stato lasciato spazio al silenzio, alla preghiera personale e all’adorazione, seguita dal pranzo comunitario. Le attività sono riprese nel pomeriggio con la recita del Santo Rosario e, successivamente, si è svolta la condivisione, durante la quale i partecipanti hanno potuto raccontare le proprie esperienze di fede vissute in un ambito di carità e fraternità. La ricca giornata formativa ha avuto conclusione con i Vespri e la Santa Messa celebrata da don Michele Molinar.




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