LAICI PARTECIPIAMO ALL’ASSOCIAZIONE.
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 6 min
ARTICOLO 10 - PARTECIPAZIONE PERSONALE ALLA VITA DELL’ASSOCIAZIONE.

Tutti i battezzati cattolici, con almeno 18 anni di età possono chiedere di appartenere all’Associazione. L’adesione comporta, da parte dei soci, l’impegno di vivere quanto è prescritto dall’art. 4 del presente Regolamento e la partecipazione regolare alle riunioni dell’Associazione in spirito di appartenenza e di solidarietà. L’ammissione del Candidato all’Associazione è approvata dal Presidente con il suo Consiglio. Sarà preceduta da un sufficiente tempo di preparazione non inferiore ad un anno con riunioni almeno una volta al mese. Il Candidato esprime la sua adesione all’Associazione durante una celebrazione in onore di Maria Ausiliatrice. Verranno consegnati a ciascuno il Regolamento, un attestato e un distintivo di appartenenza». (Art. 10).
L’Associazione vive dell’impegno, del coinvolgimento e della partecipazione di ogni socio: occorre voler vivere concretamente l’adesione all’ADMA sentita come cosa propria, curando in particolare la partecipazione attiva alla vita dell’Associazione in tutte le sue espressioni. La chiamata a far parte dell’ADMA esige una risposta libera e motivata, maturata sotto l’azione dello Spirito e con l’aiuto di Maria Ausiliatrice, con l’accompagnamento dei responsabili. Ciascuno è tenuto a partecipare con spirito di comunione e di collaborazione alle riunioni e alle varie attività e ad offrire la propria disponibilità agli impegni e responsabilità ai quali è chiamato.
Can. 307 - §1. L’accettazione dei membri avvenga a norma del diritto e degli statuti di ciascuna associazione. §2. La stessa persona può essere iscritta a più associazioni. §3. I membri degli istituti religiosi possono aderire alle associazioni, a norma del diritto proprio, col consenso del proprio superiore.
Modalità di adesione all’Associazione. Ogni gruppo locale ha cura particolare nell’ identificare e accompagnare coloro che possano essere chiamati a partecipare all’ADMA. Il cammino di preparazione deve essere seguito in modo speciale, così che l’adesione non sia qualcosa di formale o di superficiale, ma di convinto e voluto. L’anno di preparazione richiesto sia vissuto con intensità e fedeltà nella conoscenza dello spirito e del Regolamento, coltivando tale cammino come riposta personale e responsabile a un dono e ad una chiamata di Maria Ausiliatrice. La manifestazione della adesione all’ADMA durante una celebrazione in onore di Maria Ausiliatrice, ben preparata, è solo l’inizio di un cammino: è richiesto l’impegno costante, espressione di una scelta di vita nello spirito e nella missione salesiana. Le persone che risiedono in paesi o territori dove non c’è alcun gruppo si collegano con il gruppo più vicino o con l’ADMA Primaria di Torino.
L’Associazione locale deve curare la formazione permanente dei soci, e organizza localmente attività ed iniziative in sintonia con il Regolamento. (Art. 10)
La programmazione e la cura della formazione permanente dei soci alimentano il senso di appartenenza e stimolano l’impegno spirituale ed apostolico di ognuno.
Ogni associato, in spirito di appartenenza e di solidarietà, contribuisce con libere oblazioni alle necessità della propria Associazione e, per mezzo di questa o degli Organismi Ispettoriali, a quelle della Primaria (Art. 10).
L’aiuto economico che ogni socio è invitato a dare sia per il gruppo locale sia per l’Associazione è segno concreto di appartenenza e di sostegno all’Associazione stessa. Pur nella libertà di ognuno è significativo che ogni membro si senta interpellato a dare il proprio sostegno economico secondo le modalità possibili.
ARTICOLO 11 – MOMENTI FORTI DI APPARTENENZA.
Per incrementare la comunione, favorire la formazione permanente e lo scambio di esperienze, l’Associazione locale offre:
incontri mensili, aperti anche ai membri della Famiglia Salesiana e a quanti desiderano partecipare, di formazione dottrinale, di preghiera e di Celebrazione o Adorazione Eucaristica, possibilmente il 24 di ogni mese, giorno della commemorazione di Maria Ausiliatrice;
giornata mariana annuale;
partecipazione a momenti di celebrazione o di incontro della Famiglia Salesiana;
esercizi spirituali per i soci;
processioni, pellegrinaggi, giornate di ritiro;
altri incontri secondo la programmazione locale. Vedi articolo 4 (Art. 11).
Le ADMA locali vivono rapporti comunitari e fraterni che si manifestano negli incontri periodici di formazione e di preghiera e negli impegni apostolici. C’è stretta comunione e collaborazione con i Salesiani SDB e le Figlie di Maria Ausiliatrice che ne sono ovunque promotori e animatori. L’indicazione della scadenza mensile per gli incontri locali di formazione e di preghiera esprime l’esigenza e la condizione essenziale per la vita dell’Associazione. Là dove è possibile è auspicabile una frequenza maggiore. Ogni incontro abbia tre caratteristiche: 1) incontro di fraternità attraverso momenti di comunione fraterna, di scambio di informazioni, di condivisione di esperienze e di progetti; 2) incontro di crescita nella fede mediante itinerari di formazione alla fede e alla testimonianza cristiana (catechesi, riflessioni, conferenze, ritiri...); 3) incontro di preghiera eucaristico-mariana con la celebrazione eucaristica, l’adorazione al Santissimo Sacramento e la recita del Rosario. L’adorazione eucaristica vissuta in comunione con Maria è fonte di grazia e di pace. Proprio per il carattere popolare dell’Associazione ogni incontro è aperto a chi desidera partecipare, sia membro della Famiglia Salesiana o di altri gruppi. Tale fatto sottolinea anche il valore di essere «lievito» soprattutto per chi vuole aprirsi ad un’esperienza di fede più curata o per chi è alla ricerca del senso della vita. La ricorrenza del 24 del mese commemora Maria Ausiliatrice ed è per tutti i gruppi il richiamo all’appartenenza all’Associazione. La pratica annuale degli Esercizi Spirituali costituisce un forte momento di rinnovamento spirituale dei singoli soci e dei gruppi, favorendo l’ascolto e la meditazione della Parola, la purificazione del cuore e il discernimento spirituale. Sono giorni speciali di preghiera, di ardente invocazione dello Spirito Santo, di silenzio e di rinuncia, in cui Maria ci assicura un aiuto speciale e grazie particolari.
Criteri di ecclesialità per le aggregazioni laicali.
Come criteri fondamentali per il discernimento di ogni qualsiasi aggregazione dei fedeli laici nella Chiesa si possono considerare, in modo unitario, i seguenti:
• Il primato della vocazione di ogni cristiano alla santità manifestata «nei frutti della grazia che lo Spirito produce nei fedeli» come crescita verso la pienezza della vita cristiana e la perfezione della carità. In tal senso ogni e qualsiasi aggregazione di fedeli laici è chiamata a essere sempre più strumento di santità nella Chiesa, favorendo e incoraggiando «una più intima unità tra la vita pratica dei membri e la loro fede».
• La responsabilità di confessare la fede cattolica, accogliendo e proclamando la verità su Cristo, sulla Chiesa, che autenticamente la interpreta. Per questo ogni aggregazione di fedeli laici dev’essere luogo di annuncio e di proposta di fede e di educazione a essa nel suo integrale contenuto.
• La testimonianza di una comunione salda e convinta, in relazione filiale con il Papa, perpetuo e visibile centro dell’unità della Chiesa universale, e con il Vescovo «principio visibile e fondamento dell’unità» della Chiesa particolare, e nella «stima vicendevole fra tutte le forme di apostolato nella Chiesa». La comunione con il Papa e con il Vescovo è chiamata ad esprimersi, nella leale disponibilità ad accogliere i loro insegnamenti dottrinali e orientativi pastorali. La comunione ecclesiale esige, inoltre, il riconoscimento della legittima pluralità delle forme aggregative dei fedeli laici nella Chiesa e, nello stesso tempo, la disponibilità alla loro collaborazione.
• La conformità e la partecipazione al fine apostolico della Chiesa, ossia «l’evangelizzazione e la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano a permeare di spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti». In questa prospettiva, da tutte le forme aggregative di fedeli laici, e da ciascuna di esse, è richiesto uno slancio missionario che le renda sempre più soggetti di una nuova evangelizzazione.
• L’impegno di una presenza nella società umana che, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, si ponga a servizio della dignità integrale dell’uomo. In tal senso, le aggregazioni dei fedeli laici devono diventare correnti vive di partecipazione e di solidarietà per costruire condizioni più giuste e fraterne all’interno della società. I criteri fondamentali ora esposti trovano la loro verifica nei frutti concreti che accompagnano la vita e le opere delle diverse forme associative quali:
– il gusto rinnovato per la preghiera, la contemplazione, la vita liturgica e sacramentale, l’animazione per il fiorire di vocazioni al matrimonio cristiano, al sacerdozio ministeriale, alla vita consacrata;
– la disponibilità a partecipare ai programmi e alle attività della Chiesa a livello sia locale sia nazionale o internazionale;
– l’impegno catechistico e la capacità pedagogica nel formare i cristiani;
– l’impulso a una presenza cristiana nei diversi ambienti della vita sociale e la creazione e animazione di opere caritative, culturali e spirituali;
– lo spirito di distacco e di povertà evangelica per una più generosa carità verso tutti;
– la conversione alla vita cristiana o il ritorno alla comunione di battezzati «lontani».
Questo richiamo alla laicità dell’Associazione va tenuto presente ad ogni livello, in particolare a livello locale. Infatti, da una parte esiste ancora la tendenza a identificare unilateralmente la Chiesa con la gerarchia, dimenticando la comune responsabilità, la comune missione del Popolo di Dio. Dall’altra, persiste anche la tendenza a concepire il Popolo di Dio secondo un’idea puramente sociologica o politica, dimenticando la novità e la specificità di questo popolo che diventa tale solo nella comunione con Cristo. È importante che in ciascuna Associazione i soci siano pronti e disponibili al lavoro nei diversi campi apostolici. Occorre in primo luogo rinnovare lo sforzo per una formazione più attenta alla realtà della Chiesa e questo da parte tanto degli animatori quanto dei laici. È necessario, al tempo stesso, migliorare l’impostazione pastorale, così che, nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici, si promuova gradualmente la corresponsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio. Ciò esige un cambiamento di mentalità riguardante particolarmente i laici, riconoscendoli non solo come «collaboratori», ma realmente «corresponsabili» dell’essere e dell’agire della Chiesa, così da favorire il consolidarsi di un laicato maturo ed impegnato. Questo significa che la prima responsabilità dell’Associazione è degli stessi membri dell’ADMA. Saranno essi i protagonisti di un’animazione qualificata ed efficace che li aiuterà ad esprimere in pieno la loro vocazione laicale.
ADMA FORMAZIONE (ed. 2023).



Commenti