CI IMPEGNIAMO A..ARTICOLO 4 – IMPEGNO PERSONALE DEI SOCI.
- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 8 min
L’adesione personale all’Associazione comporta i seguenti impegni, avendo come luoghi privilegiati la famiglia, l’ambiente di vita, di lavoro e di amicizia: valorizzare, in sintonia con la Chiesa, di cui Maria è tipo e figura, la partecipazione alla vita liturgica, in particolare ai sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione, nella pratica della vita cristiana personale.
L’adesione all’ADMA non si limita alla partecipazione ai momenti propriamente associativi, ma consiste nell’assumere uno stile di vita da portare in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni ecclesiali, sociali e amicali. L’adesione è rispondere alla chiamata a vivere la vita cristiana secondo la spiritualità salesiana, sottolineando la dimensione eucaristico mariana come elemento che unifica vita e apostolato. Il primato è della preghiera e dei sacramenti perché ogni attività è sterile se non è generata, accompagnata e sostenuta dalla grazia. L’Eucaristica è incontro reale con il Signore Risorto nella Parola e nel Pane eucaristico, che ci educa a coltivare la Sua presenza nella vita di ogni giorno e ci conforma a Lui: Gesù nel Pane eucaristico ci dona i suoi sentimenti di amore per gli altri e ci abilita a vivere nella gioia. Lo stesso accade nell’adorazione eucaristica prolungata, dove sperimentiamo che il rapporto con Gesù non è solo intellettuale, ma si trasforma in relazione d’amore che alla Sua presenza si rafforza. Alla Sua luce impariamo a vedere anche il nostro limite e comprendiamo la Sua misericordia. Diventa così importante accostarci al Sacramento della Riconciliazione, non come luogo del giudizio, ma per sperimentare l’abbraccio misericordioso e benedicente del Padre che ci dona la guarigione dai nostri peccati e la forza di ricominciare. La Santità non consiste, infatti, nel non cadere, ma nel rialzarsi prontamente, con gioiosa umiltà, aiutati dalla Sua grazia.
Vivere e diffondere la devozione a Maria Ausiliatrice secondo lo spirito di Don Bosco in particolare nella Famiglia Salesiana.
La testimonianza è il primo impegno apostolico, come effusione di questa vita di grazia: la devozione all’Ausiliatrice, modello della vita di grazia, si rafforza vivendola ed annunciandola.
Rinnovare, potenziare e vivere le pratiche di pietà popolare:
la commemorazione del 24 di ogni mese,
il rosario,
la novena in preparazione alla festa di Maria Ausiliatrice,
la benedizione di Maria Ausiliatrice,
i pellegrinaggi ai santuari mariani,
le processioni,
la collaborazione alla vita parrocchiale: liturgia, catechesi, visite agli anziani e agli ammalati, servizi vari nelle chiese...
L’impegno nelle pratiche di pietà che costituiscono momenti privilegiati per vivere e diffondere la dimensione popolare della devozione all’Ausiliatrice, per creare uno spirito di comunione tra tutti i gruppi sparsi nel mondo e per richiedere le grazie per tutte le persone che si affidano alla nostra preghiera. Il Rosario della Vergine Maria, nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell'intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l'opera dell'Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all'esperienza della profondità del suo amore [...]. La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile. Il volto del Figlio le appartiene a titolo speciale. È nel suo grembo che si è plasmato, prendendo da Lei anche un'umana somiglianza che evoca un'intimità spirituale certo ancora più grande. Alla contemplazione del volto di Cristo nessuno si è dedicato con altrettanta assiduità di Maria.

Gli occhi del suo cuore si concentrano in qualche modo su di Lui già’ nell'Annunciazione[...] a Betlemme, anche i suoi occhi di carne si portano teneramente sul volto del Figlio, mentre lo avvolge in fasce e lo depone nella mangiatoia [...] Da allora il suo sguardo, sempre ricco di adorante stupore, non si staccherà più da Lui. Sarà talora uno sguardo interrogativo, come nell'episodio dello smarrimento nel tempio [...] sarà in ogni caso uno sguardo penetrante, capace di leggere’ nell'intimo di Gesù, fino a percepirne i sentimenti nascosti e a indovinarne le scelte, come a Cana (cfr Gv 2, 5); altre volte sarà uno sguardo addolorato, soprattutto sotto la croce [...]. Il Rosario, proprio a partire’ dall'esperienza di Maria, è una preghiera spiccatamente contemplativa. Privato di questa dimensione, ne uscirebbe snaturato, come sottolineava Paolo VI: “Senza contemplazione, il Rosario è corpo senza anima “[...] Il contemplare di Maria è innanzitutto un ricordare [...] Non si tratta solo di imparare le cose che [Gesù] ha insegnato, ma di imparare Lui. [...] La spiritualità cristiana ha come suo carattere qualificante l'impegno del discepolo di conformarsi sempre più pienamente al suo Maestro [...] Il Rosario ci trasporta misticamente accanto a Maria impegnata a seguire la crescita umana di Cristo nella casa di Nazareth. Ciò le consente di educarci e di plasmarci con la medesima sollecitudine, fino a che Cristo non sia formato in noi pienamente (cfr Gal 4, 19). Questa azione di Maria, totalmente fondata su quella di Cristo e ad essa radicalmente subordinata, non impedisce minimamente l'unione immediata dei credenti con Cristo, ma la facilita. È il luminoso principio espresso dal Concilio Vaticano II, che ho sperimentato tanto fortemente nella mia vita, facendone la base del mio motto episcopale: Totus tuus. Un motto, com'è noto, ispirato alla dottrina di San Luigi Maria Grignion de Montfort, che così spiegava il ruolo di Maria nel processo di conformazione a Cristo di ciascuno di noi: «Tutta la nostra perfezione consiste nell'essere conformi, uniti e consacrati a Gesù Cristo. Perciò la più perfetta di tutte le devozioni è incontestabilmente quella che ci conforma, unisce e consacra più perfettamente a Gesù Cristo. Ora, essendo Maria la creatura più conforme a Gesù Cristo, ne segue che, tra tutte le devozioni, quella che consacra e conforma di più un'anima a Nostro Signore è la devozione a Maria, sua santa Madre, e che più un'anima sarà consacrata a lei, più sarà consacrata a Gesù Cristo. Mai come nel Rosario la via di Cristo e quella di Maria appaiono così profondamente congiunte. Maria non vive che in Cristo e in funzione di Cristo! [...] “Il Rosario è anche un percorso di annuncio e di approfondimento, nel quale il mistero di Cristo viene continuamente ripresentato ai diversi livelliamo dell'esperienza cristiana”.
Imitare Maria coltivando nella propria famiglia un ambiente cristiano di accoglienza e di solidarietà.
Prendere Maria nella propria casa per renderla culla della vita e dell’amore, della fede e della speranza. L’icona biblica che ci è donata è la “Visitazione di Maria a Elisabetta” e il suo tratto salesiano lo “spirito di famiglia”. Imitare Maria nella propria famiglia significa coltivare gli atteggiamenti di accoglienza, ospitalità, ascolto, aiuto concreto e disponibilità generosa. La famiglia è il nucleo fondamentale della società e della Chiesa e Don Bosco ha compreso tale ricchezza volendo che a Valdocco si vivesse lo Spirito di famiglia che acquista dinamicità e gioia evangelica, nella pedagogia propria del Sistema Preventivo. La Chiesa avverte la necessità di offrire aiuti straordinari alla famiglia, soggetto originario dell’educazione e primo luogo dell’evangelizzazione: anche noi siamo chiamati a fare in modo che la pastorale giovanile sia aperta alla pastorale familiare.
Praticare, con la preghiera e l’azione, la sollecitudine per i giovani più poveri e le persone in necessità.
Impegno apostolico ed educativo. Maria ci mobilita all’azione apostolica, ci rende partecipi della sua sollecitudine materna per la salvezza degli uomini, soprattutto per i giovani e per i poveri, nella parrocchia di appartenenza, come espressione concreta di comunione con la Chiesa locale e manifestazione del carisma salesiano nell’ambiente in cui si è inseriti.
Pregare e sostenere nella Chiesa, e in particolare nella Famiglia Salesiana, le vocazioni laicali, religiose e ministeriali.
Impegno vocazionale. Maria ci educa alla promozione e alla cura delle vocazioni di speciale consacrazione e ci invita a pregare perché il Signore doni vocazioni laicali, religiose e ministeriali, ad averne cura e a sostenerle.
Vivere la spiritualità del quotidiano con atteggiamenti evangelici, in particolare con il ringraziamento a Dio per le meraviglie che continuamente compie e con la fedeltà a Lui anche nell’ora della difficoltà e della Croce, sull’esempio di Maria.
Impegno quotidiano facendo nostri gli atteggiamenti di Maria per vivere l’unione con Dio nel quotidiano:
FIAT – affida. Docilità e disponibilità alla volontà di Dio.
STABAT – Confida. Fedeltà e perseveranza nell’ora della prova e della croce.
MAGNIFICAT – SORRIDI. Rendimento di grazie per le grandi cose che Dio opera in noi e in mezzo a noi.
«Solo chi crede nel potere illimitato dell’Auxilium Christianorum si affiderà alla sua protezione, non solo con le parole pronunciate a fior di labbra, ma con un atto di dedizione intimo e potente. E chi sta sotto la protezione di Maria, è ben custodito».
Questo “itinerario di santificazione e di apostolato salesiano», proposto e vissuto nella prospettiva di quella chiamata universale alla santità tanto cara sia a san Francesco di Sales, che consigliava a tutti la vita devota, sia al nostro Padre della Famiglia Salesiana, don Bosco, quando proponeva ai giovani dell’oratorio e al ceto popolare la meta della santità come traguardo aperto a tutti, è facile da percorrere e orientato a una felicità senza fine. San Francesco di Sales e don Bosco presentavano la santità non come un percorso riservato a privilegiati, ma sempre come una chiamata per tutti, dovunque ci si trovasse a vivere, qualunque fosse lo stato di vita, la professione o mestiere. Il Concilio Vaticano II ha confermato e proclamato questa realtà. Papa Francesco la riafferma con forza nell’Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo Gaudete et exsultate. La stessa strenna salesiana del 2019 è una chiara e decisa chiamata alla santità per tutti, «la santità anche per te [...] Innanzitutto, è un cammino di santità da vivere in famiglia, dando una testimonianza positiva, principalmente con la perseveranza nell’amore tra i coniugi, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra giovani e anziani. Bisogna desiderare e cercare il bene degli altri. In concreto, questo “bene” esige di accettare l’altro così come è; dedicare tempo al dialogo, costruire rapporti improntati all’affetto e al rispetto, sapersi comprendere e perdonare, risparmiarsi lamentele. Una famiglia che non si arrende di fronte alle difficoltà e dove sia i genitori sia i figli vivono la fede in Dio e nella sua Provvidenza, come la Santa Famiglia di Nazareth, è un grande sostegno e una feconda risorsa per la Chiesa e per la società. Non deve essere da meno la testimonianza che, nel seno della nostra Famiglia Salesiana diffusa in tutto il mondo [...]: rendere semplice e accessibile a tutti il percorso di santità, nella vita cristiana di tutti i ragazzi. Anche alle nuove generazioni si tratta, quindi, di proporre l’ideale della santità – seguire Gesù – nella vita ordinaria, fatta di studio, di amicizie, di lavoro, di servizio, rendendole consapevoli che il mondo, e con esso la Chiesa, è già nelle loro mani. È per questo che i giovani devono ricevere una buona formazione umana e cristiana e, allo stesso tempo, sentirsi accolti con speranza e fiducia. Il punto centrale è aiutarli a conoscere e ad amare Cristo nelle circostanze ordinarie e a vivere l’affidamento a Maria Aiuto dei Cristiani. [...] Ciò che più affascina in questa chiamata alla santità è che non si tratta di fare cose speciali, fuori dall’ordinario, ma di permettere seriamente allo Spirito Santo di lavorare nel cuore, nel profondo di ciò che siamo e proviamo, continuando a portare avanti lo studio, il lavoro, i rapporti, le amicizie, i servizi, i campi estivi, i canti…tutto. Il mondo oggi ha bisogno di giovani convinti, non di giovani “strani”; di giovani che abbiano fatto la scelta di Dio, che siano umili, coraggiosi testimoni della gioia del Vangelo.
ADMA FORMAZIONE (ed. 2023).



Commenti