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ROSARIO MEDITATO 24 LUGLIO 2026

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min



In questa commemorazione mensile vogliamo rinnovare il nostro affidamento a

Maria Ausiliatrice, perché ci faccia crescere nell’unità con Gesù, vivendo nella fede le gioie e le fatiche del nostro cammino.


O Dio, vieni a salvarmi


 Nel 1° mistero doloroso contempliamo Gesù che prega e vive l’agonia nell’orto degli ulivi.

«Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: “Pregate, per non entrare in tentazione”. Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”. Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra». (Lc 22, 39-44)

   

«Nella lettera agli Ebrei leggiamo le seguenti parole su Cristo: “Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte”. Non ci ricorda forse la preghiera nel Getsemani quando Gesù pregava che il calice fosse allontanato da lui, se possibile? (…) Nella stessa lettera agli ebrei leggiamo: “Pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì”. (…) E insieme a lui, al Figlio, sua Madre imparò l’obbedienza, lei che aveva già detto una volta: “fiat. Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”». (Giovanni Paolo II, 15 settembre 1984)

  

Preghiamo

Maria Ausiliatrice, a te affidiamo quanti vivono l’esperienza del dolore, della malattia, della solitudine; rafforza la loro fede e dona loro la certezza che il Padre ci ama e non ci abbandona mai.


Padre nostro - 10 Ave Maria – Gloria


Nel 2° mistero doloroso contempliamo Gesù, arrestato e flagellato dai soldati.

«I capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: “Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?”. Qui capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: “Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?”. Quelli risposero: “Barabba!”. (…) Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso». (Mt 27, 20-26)

  

«Contempliamo Maria che condivide la compassione del Figlio per i peccatori. (…) il suo cuore di Madre è trafitto dal supplizio inflitto all’Innocente, nato dalla sua carne. Come Gesù ha pianto, così anche Maria ha certamente pianto davanti al corpo torturato del Figlio. La sua riservatezza, tuttavia, ci impedisce di misurare l’abisso del suo dolore; la profondità di questa afflizione è soltanto suggerita dal simbolo tradizionale delle sette spade. Come per il suo Figlio Gesù, è possibile affermare che questa sofferenza ha portato anche lei alla perfezione, così da renderla capace di accogliere la nuova missione spirituale che il Figlio le affida immediatamente prima di “emettere lo spirito”: divenire la Madre di Cristo nelle sue membra. (…) Maria ama ciascuno dei suoi figli, concentrando in particolare la sua attenzione su coloro che, come il Figlio suo nell’ora della Passione, sono in preda alla sofferenza». (Benedetto XVI, 15 settembre 2008)

 

 Preghiamo

Maria Ausiliatrice, Madre della speranza, aiutaci ad essere strumento della tenerezza di Dio e del tuo amore materno, rendi attenti i nostri occhi e operose le nostre mani.

 

Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria


Nel 3° mistero doloroso contempliamo Gesù, incoronato di spine.

«Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: “Salve, re dei Giudei!”». (Mt 27, 27-29)

 

 «Al Regno del Figlio è legato il regnare di sua Madre. Incoronando con un atto liturgico i quadri o le sculture, prima poniamo una corona sul capo del Figlio, del Cristo, e poi su quella di Maria. (…) Cristo non ha accettato nessuna corona sul suo capo, in un senso temporale. Ha accettato solo la corona di spine, conficcata sul suo capo per rendere ridicolo il “re dei Giudei”. (…) La Madre del Messia, sin dal momento dell’Annunciazione, ha avuto una particolarissima parte in questo regno, che divenne la missione del suo Figlio. Quando stava sotto la Croce, ella, col cuore, accettava sulle proprie tempie la corona di spine del Figlio. Come nessun altro, lei, la Madre, partecipava al sacrificio del Figlio: il sacrificio della nostra Redenzione. (…) Così dunque quel regnare di Maria, al quale diamo espressione ponendo con un atto liturgico una corona sul suo capo, ha il suo inizio decisivo nell’unione della Madre alla Croce e alla morte del Figlio». (Giovanni Paolo II, 19 giugno 1983)

 

Preghiamo

Maria Ausiliatrice, tu che sei rimasta ai piedi della Croce con il cuore trafitto dal dolore, guarda con tenerezza tutte le mamme che portano nel cuore una croce per i loro figli; accogli le loro lacrime, sostieni la loro fede e dona loro la forza di rimanere perseveranti nella preghiera e non perdere mai la speranza.


Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria


Nel 4° mistero doloroso contempliamo Gesù che percorre la via del Calvario portando la croce.

«presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo». (Gv 19, 16-18)

 

«Tua madre c’è, sulla via della croce: fu lei la tua prima discepola. Con delicata determinazione, con la sua intelligenza che nel cuore custodisce e ripensa, tua madre c’è. Dall’istante in cui le fu proposto di accoglierti in grembo si voltò, si convertì a te. Piegò le sue vie alle tue. Non fu una rinuncia, ma una scoperta continua, fino al Calvario (…). Ora è il Figlio che ha bisogno di te: lui sente che tu non disperi. Sente che stai generando ancora nel tuo grembo la Parola. Anche noi, Gesù, riusciamo a seguirti generati da chi ti ha seguito. Anche noi siamo rimessi al mondo dalla fede di tua madre».  (Francesco, Meditazioni per la Via Crucis, 18 aprile 2025)

 

Preghiamo

Maria Ausiliatrice, ti affidiamo i nostri figli e tutti i giovani; fa che imparino da tuo figlio Gesù che le fatiche affrontate per amore non sono mai inutili e che la fedeltà, il sacrificio e il servizio rendono la vita piena e feconda.


.Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria


Nel 5° mistero doloroso contempliamo Gesù che viene crocifisso e muore in croce.

«Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, (…) sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “È compiuto!”. E, chinato il capo, consegnò lo spirito». (Gv 19, 25-30)


«Ai piedi della Croce, Maria vede il suo Figlio che offre tutto Se stesso e così testimonia che cosa significa amare come ama Dio. In quel momento sente pronunciare da Gesù parole che probabilmente nascono da quello che lei stessa gli aveva insegnato fin da bambino: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. In quel momento, Maria è diventata per tutti noi Madre del perdono. Lei stessa, sull’esempio di Gesù e con la sua grazia, è stata capace di perdonare quanti stavano uccidendo il suo Figlio innocente». (Francesco, 1° gennaio 2016)

 

Preghiamo

Maria Ausiliatrice, ti affidiamo tutta la Chiesa e ti chiediamo il dono di sante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

 

Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria


Salve Regina

 
 
 

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