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L'ESEMPIO E L'INVITO DELLA BEATA VERGINE MARIA: ASCOLTARE

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Carissimi,

Iniziare l'anno 2026 riflettendo sulla Strenna del Rettor Maggiore ci pone, come Associazione di Maria Ausiliatrice, di fronte a una scena evangelica di straordinaria profondità spirituale e pastorale: le nozze di Cana (Gv 2,1-11). Lì, nel mezzo di una festa minacciata dalla scarsità – "non hanno più vino" – la Vergine Maria, che non è la figura centrale, determina un esito altamente benefico per i presenti, ma ancora più magnifico per i discepoli perché ne rafforza la fede. Le sue parole sono brevi, chiare e definitive: "Fate quello che vi dirà". Questo invito racchiude una vera e propria pedagogia spirituale, valida per la vita personale, comunitaria e sociale del nostro tempo.


Il primo invito di Maria è all'ascolto. Prima di agire, prima di decidere, prima di proporre soluzioni, Maria ascolta e conduce all'ascolto. Non indica un metodo né offre una strategia; indica un atteggiamento fondamentale: essere pronti ad accogliere la Parola del Figlio. L'ascolto attento della Parola di Dio non è un elemento accessorio della vita cristiana, ma la sua radice più profonda.

Lasciarci interpellare dalla Parola richiede tempo, silenzio interiore e disponibilità. Se non abbiamo tempo per ascoltare il Signore, possiamo fare tante cose – anche buone, magari generose e lodevoli – ma non faremo ciò che Lui ci dice. E quando questo accade, rischiamo di perderci le meraviglie di Dio, di rimanere bloccati in ciò che è solo alla nostra portata: il limitato, l'usurato, l'inevitabilmente esaurito. Il vino umano, quando non è aperto alla Parola creatrice, finisce sempre per mancare.

Ecco perché dobbiamo prenderci del tempo per ascoltare. Ascoltare ciò che Gesù ci dice, ciò che ci propone, ciò che ci aiuta a scoprire di noi stessi, degli altri e del mondo. Questo ascolto non può essere ridotto a una questione tecnica, funzionale o meramente organizzativa; deve essere qualcosa di vitale, esistenziale, che ci coinvolge personalmente e comunitariamente. La Parola di Dio non si amministra: si accoglie, si medita e si incarna.

Rispondendo a una domanda all'inizio delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana, il Rettor Maggiore Fabio Attard ha incoraggiato questo tipo di ascolto, spiegando che quando siamo in sintonia con la Parola del Signore, diventiamo anche più in sintonia con coloro che incontriamo lungo il cammino. In questo modo, impariamo ad ascoltare veramente i giovani, le famiglie, i poveri, coloro che soffrono e coloro che "non hanno vino". L'ascolto di Dio ci educa all'ascolto del prossimo e purifica le nostre risposte. Senza questo punto di riferimento, anche le nostre migliori intenzioni possono rimanere solo gesti umani, insufficienti a placare la profonda sete del cuore.

Qui sorge una domanda cruciale per la nostra missione come ADMA: quali soluzioni e proposte offriamo ai problemi personali e sociali, a questo mondo che non ha vino? Proponiamo solo volontà umana, progetti ben strutturati, risposte immediate? Oppure, come Maria, invitiamo soprattutto ad ascoltare il Signore?

Maria vede il bisogno, fa una lettura lucida della realtà, ma la sua grandezza sta nella risposta che offre. Non sostituisce Gesù, non parla al suo posto, non offre soluzioni. Indica la Parola che crea, che trasforma, che moltiplica. La chiave è sempre lì: nell’essere attenti alla Parola del Signore, da cui tutto nasce e verso cui tutto converge. La Parola che si è fatta carne in Maria quando ha risposto con piena disponibilità: «Avvenga di me secondo la tua parola» (Lc 1,38).

San Giovanni Paolo II, nell’Esortazione apostolica Christifideles laici, ci ricorda che la vocazione e la missione dei fedeli laici – e potremmo dire di tutto il Popolo di Dio – scaturiscono proprio da questo ascolto obbediente e fecondo: «La vita secondo lo Spirito, il cui frutto è la santità, si alimenta e cresce soprattutto con l’ascolto assiduo della Parola di Dio» (cfr Christifideles laici, 16). Senza questo ascolto, la missione si indebolisce; con esso, si rinnova e porta frutto in abbondanza.

Sotto lo sguardo materno di Maria Ausiliatrice, rinnoviamo, come Associazione, il nostro impegno di ascolto profondo e fedele della Parola. Possiamo guidare gli altri – soprattutto i giovani e le famiglie – non verso le nostre idee, ma verso la voce del Signore. Solo così l’acqua della nostra povertà potrà trasformarsi, ancora una volta, nel vino nuovo del Regno.


P. Luis Eugenio Vargas Isaza, SDB. (Animatore Spirituale ADMA Valdocco)

Giuseppe Tufano (Presidente ADMA Valdocco)

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